16 gennaio 2010

Avatar, o la tortura terapeutica dello spettatore medio.


Ieri è uscito in 952 sale italiane Avatar, il nuovo film intimista di James Cameron, dopo 12 anni di attesa da Titanic, gran film, se siete disposti a sopportare tutti i cippi cippi smack smack dei due protagonisti.

Io andrò a vedere Avatar. Eh sì. Cameron mi è sempre piaciuto, dai tempi di The Abyss a quel capolavoro di cinema d'azione e ironia di True Lies, passando da Terminator e da Aliens - Scontro Finale. E' uno degli ultimi registi coi controcazzi; ha ancora il senso del cinema, il senso della storia, e soprattutto il senso del montaggio. Se una scena dev'essere lenta, lo è. Nessun montatore preso dai ritmi pubblicitari che tagliuzza fotogrammi qua e là perchè un'inquadratura non può durare più di 3 secondi, come suggeritogli dall'ultima riunione di creativi alla quale ha partecipato, creativi convinti che il ritmo pubblicitario sia da utilizzare anche nei film, creativi che stanno uccidendo il cinema piano piano, ma con ritmo avvincente.

Il tutto per evitare la noia dello spettatore, ormai abituato a cinema fast & furious, in cui anche quando il protagonista dorme sereno, sembra di guardare un video dei Prodigy. E sto parlando dei film Disney.

Il problema di Cameron è un altro: ogni suo film è preceduto accompagnato e seguito da clamore mediatico che manco una gaffe di Silvio, quindi di solito i cinema sono strapieni di gente arrivata lì esclusivamente per condizionamento pavloviano, che se ne sbatte il cazzo del film, è lì solo per poi dire agli amici "ehy, ma non hai ancora visto Avatar? Sei uno sfigato!" e per mettere su facebook faccine orgasmiche su quanto gli è piaciuto.

Gente sgranocchiante e chiacchierante e rispondente ai cellulari in piena proiezione, magari per dire ad alta voce (per sovrastare l'audio del film) quanto è fantastico il film e che sicuro tornerà a guardarlo e che il 3D è una figata e che ha avuto problemi di parcheggio. Gente che vedrei bene appesa a testa in giù a sgocciolare sangue, o colpita da un'esplosione di lamette da barba o usata come portastuzzicadenti viventi, ma solo perchè sono di buonumore.

Ricordo ancora la visione di Titanic, a Bologna, anni fa; stesso regista, stesso bordello mediatico prima durante e dopo: sala stracolma di stronzette alla decima visione, che riempivano la proiezione di urletti da vagina madida ad ogni (e dico OGNI) primo piano di Leonardo DiCaprio (e in Titanic ce ne sono un'infinità), immaginandoselo che le dichiarava amore eterno in un parco di Casalecchio di Reno, o peggio, S. Lazzaro di Savena, con tutta la poesia che posti con nomi del genere ispirano, dopo aver rinunciato alla vita hollywoodiana tutta fama, milioni di dollari e overdose di scopate da gossip planetario, per lei, solo per lei, liceale emiliana di provincia tutta Cioè, Uomini e Donne e pompini nei bagni dei locali, ormai necessari per l'ingresso in società.

Inutile dire che spesso e molto volentieri codeste troiette anticipavano intere sequenze del film all'accompagnatrice altrettanto urlante ma solo alla terza visione, povera sfigata, con frasi tipo: "guarda ora come gli dà un pugno, guarda!!! Che booooonooo!!" o "Adesso vedi che succede, adesso le fa il ritratto e poi fanno l'amore, quanto è dooooolce!!". Insomma, come andare in Vietnam con lo staff del Muccassassina strafatto di crack.

Sarà deformazione professionale, ma ci sono un sacco di cose che non sopporto mentre sono in sala e cerco di guardare un film, magari anche concentrandomi su ciò che lo schermo propone, essendo, a differenza del 90% della gente in sala, andato lì per quello:

Non sopporto chi parla durante la proiezione (che cazzo hai da dire? perchè non ti godi il film? chissenefrega di quello che pensi della scena appena vista sullo schermo? chissenefrega se consideri fisicamente irrealizzabile quella scena d'azione? perchè non sei nato morto?).

Non sopporto chi tiene il cell acceso (e non ci vuole Murphy per sapere che se tieni il cell acceso durante un film, inevitabilmente suonerà durante la scena madre del film. Ci sono dei cartelli all'ingresso che ti dicono di spegnerlo, e spesso con dei bei disegnini esplicativi, non dico di leggerli, ma almeno, guardali.)

Non sopporto chi risponde al cell durante la proiezione, spesso alzando la voce, senza pensare agli urli di dolore che gli farò provare a fine proiezione, magari nel parcheggio, mentre gli passo sopra con l'auto alternando simpaticamente prima e retromarcia, fino a trasformarlo in un'opera d'arte contemporanea orizzontale e parecchio rossa.

Non sopporto chi manda e riceve sms durante il film, costringendoti a sopportare lo schermino acceso del cell a breve distanza, che, vi svelo un segreto, distrae dalla visione con dolorosissimi spilli luminosi conficcati negli angoli degli occhi (pensi che farti ingoiare con forza il cell acceso sia un rimedio auspicabile? Non daremmo troppo fastidio a quelli della fila dietro?).

Non sopporto chi scrive sms senza eliminare i toni dai tasti, costringendoti a constatare la spesso apprezzabile velocità digitatoria dello scrivente, informazione importante tanto quanto il numero di coltellate in piena faccia che lo scrivente stesso sta per beccarsi.

Non sopporto chi va a fumare tra primo e secondo tempo, perchè ora che esci, accendi, sfumacchi, tossisci, scatarri e torni, il secondo tempo è già cominciato e quindi molto probabilmente dovrai far alzare dalle 3 alle 10 persone per permetterti di tornare al tuo cazzo di posto. Io sono un fumatore abbastanza accanito, ma proprio non ce la fai a non fumare per due ore? Il cancro che ti stai crescendo si offende se lo trascuri per così poco tempo? O il tuo vizio è in realtà una virtù?

Non sopporto chi torna in sala al secondo tempo con quanto di più rumoroso l'industria del junkfood abbia inventato, patatine popcorn salatini lattine di merda gassata, con tutti quei crunch tlak crunch che manco in uno spettacolo futurista di inizio secolo. Poi l'associazione film/popcorn non l'ho mai capita. Sembra che per guardare meglio un film tu DEBBA necessariamente infilare la mano in una vasca di popcorn, ravanare per 10 secondi buoni e poi scegliere dal mucchio due/tre singoli popcorn fortunatissimi; a quel punto il primo piano del protagonista ha tutto un altro sapore, immagino. Quanto vi ha inquinato il cervello la pubblicità? Quanto volete per finire in un microonde insieme alla vostra amatissima busta di popcorn a cottura istantanea?

Ora, per evitare un revival di tutto il suddetto, farò come faccio sempre: andrò a vederlo durante la settimana, magari al primo spettacolo, magari da solo. Almeno non rischio di finire in un manicomio criminale solo per aver reso un servizio alla società civile.

Buona visione.

17 commenti:

  1. Io sono d'accordo praticamente su tutto.
    E intendo dire tutto.

    RispondiElimina
  2. Mi accodo all'accordo di Van!!! (Ed è almeno un SI7) :D :D :D

    -Ah, le faccine orgasmiche sono per il post. :P-

    RispondiElimina
  3. Syrys, che cacchio è un SI7????

    RispondiElimina
  4. Mi permetto, eh, Syrys...
    Un Si Settima, un accordo. Potevasi dire anche Re Minore, ma la si sarebbe buttata in politica.
    :)

    RispondiElimina
  5. Santità, Lei giustifica il dogma dell'infallibilità del papa (esiste, vero?)

    RispondiElimina
  6. boh, non me lo sono mai chiesto, ho sempre avuto paura di sbagliare.. :P

    RispondiElimina
  7. Sono talmente d'accordo che mi sto sul cazzo perché scrivo questo commento sapendo che il mio cellulare non è sul silenzioso!

    Ad ogni modo, io cerco di evitare i weekend per il cinemam, perché sta diventando insostenibile l'idiozia delle persone.

    RispondiElimina
  8. Ringrazio l'illustrissimo Van Deer Gaz della spiegazione!!! ;D

    PS: Nn avevo chiari i risvolti politici quando l'ho scritto, cmq mi sa che sono + freudiana di quanto temessi! ...

    RispondiElimina
  9. "Il cancro che ti stai crescendo si offende se lo trascuri per così poco tempo?"
    Ditemi che non è una citazione. E' bellissima. Con permesso la riciclo, citando un saggio papa nero (magari non in orario di lavoro).

    Grande per tutto il resto. Ah, ho visto Avatar. E in sala succede tutto quello di cui parla Milingo. TUTTO.

    RispondiElimina
  10. @Blepiro: non è una citazione, è un pensiero che scaturisce direttamente dal mio nervo ottico mentre sono in sala.. :D
    Ricicla pure, e dimmi dove, così vengo a tirarmela.. :P

    @tutti gli altri: grazziassaj, sapevo di non essere il solo.. :)

    RispondiElimina
  11. E'una banalità accodarmi al coro di "Sono d'accordo"? Io quando vado al cinema di solito lo faccio da solo il martedì sera.
    In più, però, non riesco a vedere i film attorniati da troppo clamore. Ne parlano tutti troppo? E io non lo vado a vedere. E' più forte di me! E' solo per questo che non sono andato a vedere Natale a Beverly Hills! :-)

    Ps Sei stato proprio sfortunato a beccarti Malgioglio a vedere Titanic!:-)

    RispondiElimina
  12. iper-post!!!
    dato che è il tuo campo, mi fido.
    e anch'io ho lasciato il cuore sul titanic: da giovane ci persi la verginità, guardandolo al cinema. il nonno materno fu dolcissimo.

    ps
    ti rilinko anch'io, appena posso di nuovo operare sul template [splinder ti odio]

    RispondiElimina
  13. D'accordissimo! E aggiungo che io non sopporto la pausa fra primo e secondo tempo! Perché? Perché tagliare il film a metà?!?!?!?

    RispondiElimina
  14. D'accordissimo Ibis, i film non sono scritti per avere una pausa a metà proiezione, almeno quelli seri. ;)

    RispondiElimina
  15. UnTipOSinIsTrO29 gennaio 2010 02:02

    Ciao Milingo,
    è il mio primo post nel tuo blog, sembra propio un bel posto (l'ho letto tutto eh!): gustosissimo questo pezzo sugli spettatori al cinema!

    Mi resta solo il dubbio su che posto sia peggio tra Casalecchio e San Lazzaro :P

    Mi hai fatto tornare alla memoria quando andai a vedere The New World di Terrence Malick: l'ultima ora del film me la sono sorbita con un chiacchericcio da bar in sala, almeno 15 persone che parlavano deliberatamente ed io lì solo, allocco, a cercare di guardaremi il proseguimento.

    Colpa del maledetto trailer: era stato pubblicizzato come film d'azione, e dopo un'ora e mezza di dialoghi, riflessioni e silenzi in sala hanno cominciato a scoglionarsi (e nel trailer solo scene di battaglia...nonono!). Una cosa delittuosa, io ero lì propio perchè era di Malick!

    Infatti è due anni che frequento o cineforum o sale minori, una delle quali per fortuna fà varie rassegne anche di vecchio cinema, frequentate solo da gente che è lì per vedere e non per ciarlare...

    Comunque ohhh, la metafora del Vietnam/Muccassassina mi accompagnerà per un pò, anche adesso che vado a fumarci sopra.

    Che lo Spirito (eretico) sia con te! :D

    RispondiElimina
  16. Concordo...è un mondo di mentecatti...

    RispondiElimina
  17. Ciao Vinx,

    il post è praticamente perfetto (anche se non capisco cosa hai contro chi ama mangiare i poppi corni al cinema... non sgranocchio! Altrimenti non sento!)
    Ma alla fine non ci hai detto cosa ne pensi del film in se.
    Se posso ho solo una lamentela... è tutto bello, ma la scena della bomba che devono spingere fuori da quella specie di shuttle mi sembra ehm... come dire... uhm... una boiata pazzesca! Mi ha fatto venire in mente la scena del virus dello scienziato del cazzo di indipendence day :D

    Ciao bello
    dovremo reincontrarci prima o poi...

    alla prox.

    RispondiElimina